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Il Realismo terminale - Con Guido Oldani

Impegno e attualità Letteratura

  Quando: Martedì 10 Ottobre 2023 ore 18:30
  Dove Casa della Poesia Torino - Via Dego 6
 Organizzato da: PERIFERIA LETTERARIA


𝐈𝐋 𝐑𝐄𝐀𝐋𝐈𝐒𝐌𝐎 𝐓𝐄𝐑𝐌𝐈𝐍𝐀𝐋𝐄

con il padre fondatore del movimento 𝐆𝐔𝐈𝐃𝐎 𝐎𝐋𝐃𝐀𝐍𝐈
e una 𝐕𝐈𝐃𝐄𝐎 𝐈𝐍𝐓𝐄𝐑𝐏𝐑𝐄𝐓𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐅𝐎𝐓𝐎𝐆𝐑𝐀𝐅𝐈𝐂𝐀 di 𝐒𝐀𝐋𝐕𝐀𝐓𝐎𝐑𝐄 𝐂𝐎𝐍𝐓𝐄𝐒𝐒𝐈𝐍𝐈

Salvatore Sblando e Diana Battaggia coordinano l’evento.

Diretta sul canale FB di Casa della Poesia Torino

Il realismo terminale è un movimento, di poeti e non solo, che si ispira all’omonimo manifesto *) pubblicato nel 2010 da Guido Oldani, poeta e scrittore nonché opinionista.
Salvatore Contessini, poeta egli stesso, cogliendo con la macchina fotografica le istanze suggerite dal Realismo Terminale, ha composto un album, che verrà proiettato in video, in cui i protagonisti saranno miscelati tra oggetti, colori, serialità, gente e accatastamenti.

(*) 𝐀 𝐓𝐄𝐒𝐓𝐀 𝐈𝐍 𝐆𝐈Ù
𝐌𝐚𝐧𝐢𝐟𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐛𝐫𝐞𝐯𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐑𝐞𝐚𝐥𝐢𝐬𝐦𝐨 𝐭𝐞𝐫𝐦𝐢𝐧𝐚𝐥𝐞
La Terra è in piena pandemia abitativa: il genere umano si sta ammassando in immense megalopoli, le “città continue” di calviniana memoria, contenitori post-umani, senza storia e senza volto.
La natura è stata messa ai margini, inghiottita o addomesticata. Nessuna azione ne prevede più l’esistenza. Non sappiamo più accendere un fuoco, zappare l’orto, mungere una mucca. I cibi sono in scatola, il latte in polvere, i contatti virtuali, il mondo racchiuso in un piccolo schermo. È il trionfo della vita artificiale.
Gli oggetti occupano tutto lo spazio abitabile, ci avvolgono come una camicia di forza. Essi ci sono diventati indispensabili. Senza di loro ci sentiremmo persi, non sapremmo più compiere il minimo atto. Perciò, affetti da una parossistica bulimia degli oggetti, ne facciamo incetta in maniera compulsiva. Da servi che erano, si sono trasformati nei nostri padroni; tanto che dominano anche il nostro immaginario.
L’invasione degli oggetti ha contribuito in maniera determinante a produrre l’estinzione dell’umanesimo. Ha generato dei mutamenti antropologici di portata epocale, alterando pesantemente le modalità di percezione del mondo, in quanto ogni nostra esperienza passa attraverso gli oggetti, è essenzialmente contatto con gli oggetti.
Di conseguenza, sono cambiati i nostri codici di riferimento, i parametri per la conoscenza del reale. In passato la pietra di paragone era, di norma, la natura, per cui si diceva: «ha gli occhi azzurri come il mare», «è forte come un toro», «corre come una lepre». Ora, invece, i modelli sono gli oggetti, onde «ha gli occhi di porcellana», «è forte come una ruspa scavatrice», «corre come una Ferrari». Il conio relativo è quello della “similitudine rovesciata”, mediante la quale il mondo può essere ridetto completamente daccapo.
La “similitudine rovesciata” è l’utensile per eccellenza del “realismo terminale”; il registro, la chiave di volta, è l’ironia. Ridiamo sull’orlo dell’abisso, non senza una residua speranza: che l’uomo, deriso, si ravveda. Vogliamo che, a forza di essere messo e tenuto a testa in giù, un po’ di sangue gli torni a irrorare il cervello. Perché la mente non sia solo una playstation.

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