Attivazioni culturali
Totale attività pubblicate: 12361STOP AL MEMORANDUM ITALIA-LIBIA
Cause sociali Impegno e attualità
Quando: Giovedì 06 Novembre 2025 ore 19:00
Dove Via dei Sabelli, 23/23a, ROMA (ROMA)
Organizzato da: GAP APS
Il 2 novembre si rinnova l’accordo Italia-Libia, giudicato più volte come lesivo nei confronti delle persone migranti, concentrando la gestione dei flussi nelle mani della Guardia Costiera Libica.
L’accordo, che si rinnova ormai in automatico ogni anno dal 2017, è frutto innanzitutto del caos politico libico, causato dalla caduta di Gheddafi per mano della Francia e dell’UE nel 2011, che ha scoperchiato il “vaso di Pandora” dei flussi migratori provenienti dall’Africa sub-sahariana, chiaramente causate dalle politiche imperialiste occidentali. Voluto a suo tempo dal governo Gentiloni e dall’allora Ministro degli Interni Minniti, l'accordo non è mai stato messo in discussione né dalla destra né dal centrosinistra, simbolo del sostegno bipartisan alla militarizzazione delle frontiere dell'UE.
Negli ultimi anni, abbiamo visto come la cecità politica delle classi dirigenti dei paesi europei non ha permesso di analizzare la questione nel concreto, ma è stata utilizzata come spauracchio per ottenere maggiore spazio politico, fino ad arrivare a considerare la presenza di persone migranti su suolo europeo come una minaccia non solo alla sicurezza, ma anche ad una presunta "identità" stessa dell'Europa.
Siamo quindi di fronte ad un salto di qualità nella strategia di “contenimento” dell’immigrazione. Già il nostro governo si era fatto “esportatore” del modello dei CPR a seguito dell’accordo con il primo ministro albanese Edi Rama, seguendo la logica dell’ ”appalto” di vite umane a soggetti terzi, a cui viene lasciata carta bianca sul loro trattamento.
La connivenza con cui l’Unione Europea supporta tali politiche scellerate rientra perfettamente in quello che diventerà il “Nuovo Patto su Immigrazione e Asilo”, che tutti gli Stati Membri dovranno attuare entro il giugno del 2026, arrivando così a rafforzare funzioni di polizia nel Mediterraneo tramite agenzie come la Frontex a livello comunitario, sulla scia della “corsa al riarmo” che l’UE stessa porta avanti sostenendo Ucraina e Israele.
È quindi necessario fare un punto su una tematica tanto discussa, quanto mai completamente compresa. Di tutto questo parleremo con Salvatore Fachile, avvocato ASGI, e Mattia Gregorio, Unione Sindacale di Base, giovedì 6 novembre ore 19.
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