Attivazioni culturali
Totale attività pubblicate: 13002Giochi senza frontiere | Per il ripristino dello spazio Schengen
Cause sociali Impegno e attualità
Quando: Sabato 24 Gennaio 2026 ore 11:00
Dove Via del Rafut, Gorizia (Gorizia)
Organizzato da: CIRCOLO ARCI GONG APS
Il confine tra Italia e Slovenia, che credevamo definitivamente superato, è tornato a dividere territori, persone e comunità. Una chiusura prorogata da oltre due anni, giustificata con la sicurezza, ma che produce soprattutto esclusione, violenza e arretramento dei diritti, a un costo collettivo che va dai 30 ai 45.000 euro al giorno, oltre 22 milioni di euro totali.
Una delle giustificazioni addotte per il protrarsi della chiusura del confine sono le prossime Olimpiadi. Per questo abbiamo scelto di mandare un segnale proprio in occasione del passaggio della fiaccola olimpica in regione.
Sabato 24 gennaio 2026 alle 11 a Gorizia, al valico Rafut, organizziamo i Giochi senza frontiere: una protesta simbolica e gioiosa per ribadire che lo sport deve unire e non dividere, aprire e non chiudere, costruire ponti e non legittimare nuove barriere. Pallavolo, tiro alla fune, limbo... i nostri giochi valicheranno i confini reali e immaginari.
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L'appello
Dal 21 ottobre 2023 il confine tra Italia e Slovenia è stato ripristinato. Improvvisamente, quel confine di cui avevamo festeggiato il crollo con l'entrata in Schengen della Slovenia nel dicembre del 2007 è tornato, con tutto il suo portato pragmatico e simbolico.
Inizialmente dovevano essere 10 giorni. Poi 6 mesi. E siamo già a oltre due anni. Il 25 novembre è stata annunciata una nuova proroga di 6 mesi, fino al 18 giugno 2026.
Diciamo NO alla chiusura dei confini tra Italia e Slovenia: una misura di distrazione di massa, portata avanti con fondi pubblici in violazione del regolamento di Schengen, che sottrae risorse a interventi ben più importanti, nascondendo l'incapacità di affrontare i fenomeni migratori in modo efficace e coerente con il diritto internazionale.
La chiusura dello spazio Schengen e la militarizzazione del confine hanno un effetto ancora più violento sulle persone migranti che tentano di arrivare in Europa attraversando i Balcani. Le restrizioni di fatto non fermano il flusso, che avviene comunque attraverso i numerosi valichi non presidiati dalle forze dell’ordine, e i numeri lo dimostrano, a fronte di un costo enorme: dai 30 ai 45.000 euro al giorno, per un totale di 22-33 milioni di euro in due anni. Contribuiscono però a riprodurre il clima di violenza su cui si fonda l’approccio alle migrazioni nel discorso pubblico attuale, alimentando la percezione del migrante come nemico e dell’invasione da fermare. Gli effetti della chiusura dei confini, insomma, risultano agire più che altro a livello cognitivo sulla popolazione. Allo stesso tempo, la riforma EES (Entry/Exit System) ha portato a file interminabili ai confini extra-UE, sia per le singole persone che per gli autotrasportatori, che si stanno infatti mobilitando.
Quei confini che oggi qualcuno vuole rispolverare sono gli stessi che generazioni di europee ed europei hanno lottato per superare. Sono i confini che il sogno europeo ci ha insegnato a vedere come ponti e non come muri, su cui l'Unione Europea ha fondato progetti ed economia, facendo crescere le "generazioni Erasmus" con la pratica quotidiana della libertà di esercitare diritto a spostarsi per imparare o lavorare.
Rivendichiamo con forza il sogno europeo, nato dalla pace e dalla libertà di movimento. Rivendichiamo la nostra storia di accoglienza, di pluralità linguistica e culturale, di apertura verso chi arriva e verso chi parte.
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Realtà promotrici: Ospiti in Arrivo, Circolo ARCI GONG, Centro di Accoglienza Ernesto Balducci, Forum Gorizia, RiVolti ai Balcani, Pax Christi Punto Pace di Gorizia, Associazione Icaro Volontariato Giustizia, Sisifo, Carcere e Comunità, Associazione Lutva, Mo.V.I Movimento del Volontariato Italiano Rete regionale FVG, Conferenza Regionale Volontariato Giustizia FVG.
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