Attivazioni culturali
Totale attività pubblicate: 13297Le appese. Un allegro spettacolo sul suicidio
Cinema e spettacoli Impegno e attualità
Quando: Venerdì 10 Aprile 2026 ore 21:00
Dove Via Bava, 39, Torino (TO)
Organizzato da: FOOLS APS
LE APPESE è un salto nel buio, metaforicamente un vero salto nel buio.
Nel buio dei nostri pensieri, nel buio delle anime di chi quei pensieri li ha fatti prima di noi.
Nel buio, perché ancora non sappiamo dove atterreremo.
Saltare, nella speranza di fare luce in mezzo a tutto quel buio.
Lo spazio del racconto è una casa, disabitata forse da molto tempo, ma ancora troppo piena di immagini, ricordi e storie.
Lo spazio dei giochi infantili, degli esperimenti stupidi, delle prove per diventare grandi.
Un salto più in là per vedere cosa saremo, cosa faremo. Storie di salti, metaforici e reali.
Squarci di poesia, di vite rotte: Sylvia Plath, Amelia Rosselli, Antonia Pozzi, Virginia Woolf, Nadia Campana.
Storie di persone famose, e biografie di sconosciuti. Persone che hanno avuto in comune l’attrazione per il vuoto e che hanno seguito la tentazione di sparire.
L'idea di LE APPESE nasce dalla lettura del racconto di un suicidio non riuscito, narrato in prima persona da Fuani Marino nel suo romanzo "Svegliami a mezzanotte" edito da Einaudi nel 2019.
Da lì la prima spinta a chiederci: qual è la forza che ti fa fare quella cosa lì, quella cosa che fa ancora paura nominare?
Sul balcone di un condominio o chissà dove, si incontrano "le appese": due donne che si affacciano alla propria vita come ci si affaccia ad un un balcone pieno di panni stesi e si guarda giù la molletta che cade.
In questo luogo di confine le incontra anche il pubblico, mentre le due protagoniste stanno in bilico sui fili tesi, con le loro vestaglie che oscillano, sulla soglia dell'esistenza.
La storia de LE APPESE parla di suicidio, ma il concetto principale attorno al quale in realtà si concentra è forse la solitudine. Non è semplice dire che ci sentiamo soli e che siamo tristi.
La gente ha paura di esserne contagiata. E così senza parlare, finisce che qualcuno alla fine non trova più il senso e si lascia andare. Si lancia nel vuoto da un balcone, di schiena per non guardare.
Queste le domande che muovono il progetto: come viene trattata la tristezza nella nostra società? Le diamo spazio? Le diamo cura? Come guardiamo il buio?
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