Attivazioni culturali
Totale attività pubblicate: 15271REFUGEE WEEK 2026 - Proiezione di "Dreamers" (2025),di Joy Gharoro-Akpojotor
Cause sociali Cinema e spettacoli
Quando: Venerdì 19 Giugno 2026 ore 21:00
Dove via delle Monache, 10/A, Gorizia (Gorizia)
Organizzato da: CIRCOLO ARCI GONG APS
𝗥𝗘𝗙𝗨𝗚𝗘𝗘 𝗪𝗘𝗘𝗞 𝟮𝟬𝟮𝟲
𝗣𝗿𝗼𝗶𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 "𝗗𝗿𝗲𝗮𝗺𝗲𝗿𝘀" (𝟮𝟬𝟮𝟱), 𝗱𝗶 𝗝𝗼𝘆 𝗚𝗵𝗮𝗿𝗼𝗿𝗼-𝗔𝗸𝗽𝗼𝗷𝗼𝘁𝗼𝗿
𝗖𝗶𝗿𝗰𝗼𝗹𝗼 𝗔𝗿𝗰𝗶 𝗚𝗼𝗻𝗴 | 𝘃𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗠𝗼𝗻𝗮𝗰𝗵𝗲 𝟭𝟬/𝗔 | 𝗚𝗼𝗿𝗶𝘇𝗶𝗮
𝗩𝗲𝗻𝗲𝗿𝗱𝗶̀ 𝟭𝟵 𝗴𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼 | 𝗼𝗿𝗲 𝟮𝟭:𝟬𝟬
In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato (20 giugno), il Circolo Arci Gong propone un'iniziativa all'interno della REFUGEE WEEK, il più grande festival artistico e culturale al mondo dedicato a celebrare il contributo, la creatività e la resilienza dei rifugiati e delle persone in cerca di asilo.
Istituita nel Regno Unito nel 1998, la Refugee Week si svolge ogni anno in concomitanza con la Giornata mondiale del rifugiato e da allora è diventata un movimento globale con oltre 2 milioni di partecipanti in più di 20 paesi. Attraverso un programma di migliaia di eventi, attività e campagne mediatiche, la Refugee Week promuove una comprensione più profonda dei motivi per cui le persone sono costrette ad abbandonare la propria terra e delle sfide che devono affrontare nella ricerca di un luogo sicuro.
La Refugee Week 2026 ha come tema il coraggio.
L'appuntamento del Circolo Arci Gong prevede la proiezione di "Dreamers", debutto di Joy Gharoro-Akpojotor.
Dopo aver vissuto sprovvista di visto di soggiorno nel Regno Unito per oltre due anni, Isio viene scoperta dalla polizia a lavorare illegalmente e viene internata nel Centro di Rifugio di Hatchworth. Vuole seguire il corso legale degli eventi: parlare ad un giudice affinché la sua richiesta di asilo venga accolta e fare appello su appello. Farah, la sua compagna di stanza, però la mette in guardia perché la giustizia non è equa nei confronti dell3 rifugiat3. Isio, infatti, è scappata dal proprio Paese di origine poiché lesbica ed osteggiata non solo dalla legge, ma anche dalla propria famiglia, che l’ha sottoposta ad abusi e il giudice, ascoltata la sua storia, si chiede come possa essere realmente sicuro che non menta. Dentro a quel centro di detenzione le donne sono private della propria libertà personale e di qualsivoglia diritto alla privacy e alla riservatezza: le guardie entrano ed escono dalle camere delle ragazze senza curarsi di bussare o di annunciare la propria presenza e si verificano abusi, anche di natura sessuale, dettati dall’abuso di potere. Isio inizia lentamente ad adattarsi e a comprendere le regole che governano quell’ambiente e si accorge di starsi innamorando della propria compagna di stanza. E quando Farah e le amiche le propongono un piano per fuggire vacilla perché vuole agire sul piano della legalità.
La regista narra la propria storia vissuta all’interno di quello che possiamo definire un inglese CPR. Un posto in cui, anche se non dichiarato, lo scopo è la ghettizzazione di persone già socialmente marginalizzate in attesa di essere rimpatriate, anche quando è evidente come non sussistano le necessarie condizioni di sicurezza. Quella che viene spacciata come “una misura di sicurezza” in realtà altro non è che una stortura burocratica di una giustizia che ha evidentemente fallito. E l’unica cosa che può far rimanere a galla una persona sottoposta a queste condizione è la sorellanza.
Evento riservato ai soci Arci 2025-2026
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