Domanda di iscrizione

Domanda di iscrizione a CIRCOLO ARCI RADIO AUT, in data 19-01-2022, da parte di:

(*) I campi contrassegnati con asterisco sono obbligatori.
Comune di nascita o Stato di nascita debbono essere compilati.

Leggi lo statuto dell'associazione

STATUTO DEL CIRCOLO ARCI “RADIO AUT” DI PAVIA 1 DEFINIZIONE E FINALITÁ

Art. 1 Il Circolo ARCI “RADIO AUT”, costituito in Pavia l’8 febbraio 2005, aperto il 7 marzo 2005 in Via Siro Comi 11 e poi trasferito in via Porta Salara 18, è un centro di vita associativa, autonomo, pluralista, antifascista, apartitico, a carattere volontario, democratico e progressista. Non persegue finalità di lucro e non può distribuire utili tra i Soci. Su queste basi il Circolo si ritiene libero di affiliarsi a tutte le associazioni comunque organizzate sul territorio nazionale che perseguano fini analoghi, a condizione che il loro statuto sia compatibile con il presente.

Art. 2 Lo scopo principale del Circolo è quello di promuovere Socialità e partecipazione e contribuire alla crescita culturale e civile dei propri Soci, e dell'intera comunità, realizzando attività culturali, Sociali, sportive, turistiche, ricreative, formative, informative e fornendo servizi ai propri Soci. Tutti i campi in cui si manifestano esperienze culturali, ricreative e formative e tutti quelli in cui si può dispiegare una battaglia civile contro ogni forma di mafia, di intolleranza, di violenza, di censura, di disinformazione, di ingiustizia, di discriminazione, di razzismo, di emarginazione, di solitudine forzata, sono potenziali settori di intervento del Circolo. Il Circolo, per il raggiungimento dei propri scopi Sociali, potrà compiere tutte le operazioni mobiliari, immobiliari e finanziarie che riterrà opportune. Il Circolo, in armonia con i propri principi statutari, potrà promuovere la propria attività Sociale: - organizzando mostre, convegni, dibattiti, promuovendo e gestendo concorsi; - organizzando concerti, corsi di musica per bambini e per adulti; - promuovendo e gestendo corsi di vario genere (ballo, musica, fotografia, arti visive, etc..); - promuovendo e gestendo attività ricreative e culturali; - promuovendo e gestendo cicli di film, di videoproiezioni, concerti od altre iniziative a carattere musicale; 2 - avanzando proposte agli enti pubblici, stipulando convenzioni o richiedendo contributi e partecipando attivamente alle forme decentrate di gestione del potere locale; - partecipando a concorsi per gestione di iniziative culturali o di strutture a carattere culturale; - ricercando sponsorizzazioni e pubblicità nel rispetto delle normative fiscali vigenti in materia; - promuovendo iniziative di turismo culturale in Italia e all’estero, promuovendo iniziative atte alla salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio; - offrendo servizi ai propri Soci nel rispetto dei valori mutualistici e sociali del Circolo; - dotando la propria sede Sociale di servizio di somministrazione ai Soci di alimenti e bevande; - acquistando beni mobili registrati e beni immobili occorrenti per lo svolgimento delle proprie attività. Ai fini della trascrizione dei relativi acquisti si applica l’articolo 2659 del Codice Civile; - avanzando proposte ad enti pubblici e privati per l’organizzazione e la realizzazione di attività sportive, culturali, ricreative e Sociali e promuovendole in prima persona; - gestendo in prima persona e/o aderendo a consorzi di enti e associazioni che abbiano per oggetto la promozione di iniziative e di attività compatibili con le finalità previste dal presente statuto. È vietata in modo assoluto l’installazione all’interno del circolo di macchinette videopoker, slot ed altri congegni analoghi, nonché la vendita e l’organizzazione di qualsiasi giuoco d’azzardo (ivi compresi “gratta e vinci” e simili) e comunque di giuochi con premi in danaro. I SOCI

Art. 3 Il numero dei Soci è illimitato. Può diventare Socio chiunque si riconosca nel presente statuto ed abbia compiuto la maggiore età, indipendentemente dalla propria identità sessuale, nazionalità, appartenenza etnica, politica - salva la pregiudiziale antifascista di cui all’art. 1 - e religiosa. Non può assumere la qualità di Socio chi appartenga a organizzazioni di qualunque natura che perseguano finalità e valori in contrasto con i principi di cui all’art. 1. I minorenni possono assumere il titolo di Socio solo previo consenso dei genitori e comunque non godono del diritto di voto in assemblea, fermo il diritto di partecipazione e di proposta. 3 I minorenni non possono essere eletti nel Consiglio Direttivo e negli Organi di Garanzia. Agli aspiranti Soci sono richiesti l'accettazione e l'osservanza dello statuto e il rispetto della civile convivenza. Lo status di Socio, una volta acquisito, ha carattere permanente, e può venir meno solo nei casi previsti dal successivo art. 8. Non sono ammesse iscrizioni che violino tale principio, introducendo criteri di ammissione strumentalmente limitativi di diritti o a termine.

Art. 4 Gli aspiranti Soci devono presentare domanda al consiglio direttivo, menzionando il proprio nome, cognome, indirizzo, luogo e data di nascita, indirizzo di posta elettronica se posseduto, unitamente all'attestazione di accettare ed attenersi allo statuto, al regolamento interno e alle deliberazioni degli organi Sociali.

 

Art. 5 È compito del consiglio direttivo, o di uno o più consiglieri da esso espressamente delegati, esaminare ed esprimersi entro un massimo di 30 giorni dalla richiesta di adesione, in merito alle domande di ammissione, verificando che gli aspiranti Soci siano in possesso dei requisiti previsti. Qualora la domanda venga accolta, al nuovo Socio verrà consegnata la tessera Sociale ARCI, ed i suoi dati saranno conservati con ogni cura nell'anagrafe Sociale che prevede sia la tenuta di un elenco Soci all’interno del Circolo, sia la trasmissione di tale elenco ai livelli territoriali superiori delle associazioni territoriali cui il Circolo riterrà di affiliarsi (provinciale, regionale e nazionale). Nel caso in cui la domanda venga respinta, o ad essa non sia data risposta entro il dovuto termine, l'interessato potrà presentare ricorso al Presidente entro 30 giorni dal rigetto della domanda o dallo spirare del termine di 30 giorni per provvedere sulla stessa. Il Presidente deve necessariamente sottoporre il ricorso dell’aspirante Socio al primo consiglio direttivo utile e, comunque, entro i 30 giorni successivi alla presentazione del ricorso. Sul ricorso si pronuncerà in via definitiva il consiglio direttivo, previo parere del Collegio dei Garanti. 4

Art. 6 I Soci hanno diritto a: - frequentare i locali del Circolo e partecipare a tutte le iniziative e alle manifestazioni promosse dal Circolo; - riunirsi in assemblea per discutere e votare sulle questioni riguardanti il Circolo; - discutere ed approvare i rendiconti; - eleggere ed essere eletti membri degli organismi dirigenti; Hanno diritto di voto in assemblea i Soci che abbiano provveduto al versamento della quota Sociale alla data in cui sia stata deliberata la convocazione dell’assemblea stessa.

Art. 7 Il Socio è tenuto al pagamento annuale della quota Sociale, al rispetto dello Statuto e del Regolamento interno, ad osservare le delibere degli organi Sociali, nonché a mantenere irreprensibile condotta civile e morale nella partecipazione alle attività del Circolo e nella frequentazione della sede. La quota sociale rappresenta unicamente un versamento periodico vincolante a sostegno economico del sodalizio, non costituisce pertanto in alcun modo titolo di proprietà o di partecipazione a proventi, non è in nessun caso rimborsabile o trasmissibile.

Art. 8 La qualifica di Socio si perde per: - decesso; - mancato pagamento della quota sociale; - dimissioni, che devono essere presentate per iscritto al Consiglio direttivo; - radiazione da uno a tre anni; - espulsione. 5

Art. 9 Il Consiglio direttivo ha la facoltà di intraprendere azione disciplinare nei confronti del Socio mediante - a seconda della gravità dei casi - il richiamo scritto, la sospensione temporanea o l'espulsione o la radiazione, per i seguenti motivi: - inosservanza delle disposizioni dello Statuto, di eventuali regolamenti o delle deliberazioni degli organi Sociali; - denigrazione del Circolo, dei suoi organi Sociali, dei suoi Soci in quanto tali; - l'attentare in qualsiasi modo al buon andamento del Circolo, ostacolandone lo sviluppo e/o perseguendone lo scioglimento; - il commettere o provocare gravi disordini durante le assemblee e le attività; - appropriazione indebita dei fondi Sociali, atti, documenti od altro di proprietà del Circolo; - l'arrecare in qualunque modo danni morali o materiali al Circolo, ai locali ed alle attrezzature di sua pertinenza. In caso di dolo o colpa grave, il danno dovrà essere risarcito. L’adozione di qualsiasi provvedimento disciplinare deve essere preceduta dalla convocazione - con modalità da cui emerga la prova di ricezione - del Socio davanti al Consiglio Direttivo, perché gli siano contestati gli addebiti e possa esporre le proprie ragioni. Se il Socio, regolarmente convocato, non si presenta, il procedimento disciplinare segue comunque il suo corso. Il Socio può in ogni caso far pervenire proprie osservazioni scritte delle quali il consiglio direttivo deve tenere conto nell’adozione del provvedimento. Il Socio espulso non può più iscriversi al Circolo. Il Socio radiato può essere riammesso al Circolo dopo il periodo previsto dalla radiazione e previa domanda scritta - dalla quale emerga il superamento delle criticità che hanno portato alla radiazione - da sottoporre all’approvazione del consiglio direttivo a maggioranza assoluta dei suoi componenti. L’adozione delle sanzioni disciplinari è approvata dal consiglio direttivo a maggioranza dei 3/5 dei suoi componenti, previo parere favorevole del Collegio dei Garanti. 6

Art. 10 Contro ogni provvedimento disciplinare è ammesso il ricorso scritto al Presidente entro il termine tassativo di trenta giorni dalla comunicazione del provvedimento stesso. Il Presidente trasmette il ricorso al Collegio dei Garanti entro 5 giorni dalla ricezione. Il ricorso può essere presentato anche direttamente al Collegio dei Garanti, i quali ne danno notizia al Consiglio Direttivo entro 5 giorni. Sul ricorso decide in via definitiva il Collegio dei Garanti. Avverso la decisione dei Garanti del Circolo è ammesso appello al Collegio dei Garanti Provinciale entro il termine tassativo di trenta giorni dalla comunicazione della decisione. PATRIMONIO SOCIALE E RENDICONTO

Art. 11 Il patrimonio sociale del Circolo è indivisibile ed è costituito da: - beni mobili ed immobili di proprietà del Circolo; - proventi delle attività del Circolo rivolte ai Soci; - contributi, erogazioni e lasciti diversi; - fondo di riserva.

Art. 12 L'esercizio sociale va dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno. Di esso deve essere presentato un rendiconto economico e finanziario all'assemblea dei Soci entro il 30 aprile dell'anno successivo. Una proroga può essere prevista in caso di comprovata necessità o impedimento. Il rendiconto dell'esercizio dovrà evidenziare in modo analitico i costi ed i proventi di competenza, nonché la consistenza finanziaria e patrimoniale e le poste rettificative che consentano di determinare la competenza dell'esercizio.

Art. 13 La previsione e programmazione economica dell'anno sociale successivo è deliberata dall'Assemblea con attinenza alla formulazione delle linee generali del Circolo. 7

Art. 14 Sono previsti la costituzione e l'incremento del fondo di riserva. L'utilizzo del fondo di riserva è vincolato alla decisione dell'assemblea dei Soci. Il residuo attivo di ogni esercizio sociale sarà devoluto in parte come fondo di riserva e il rimanente sarà tenuto a disposizione per iniziative consone agli scopi di cui all'art. 2 e per nuovi impianti o attrezzature e non potrà mai essere distribuito tra i Soci. L'ASSEMBLEA E IL CONSIGLIO DIRETTIVO

Art. 15 Partecipano all'assemblea generale dei Soci tutti i Soci. Hanno diritto di voto in assemblea i Soci che abbiano provveduto al versamento della quota sociale alla data in cui sia stata deliberata la convocazione dell’assemblea stessa, salvo quanto previsto dall’art. 3. Le riunioni dell'assemblea vengono ordinariamente convocate a cura del consiglio direttivo tramite avviso scritto, contenente la data e l'ora di prima e seconda convocazione e l'ordine del giorno, da esporsi in bacheca almeno 15 giorni prima, e da inviare ad ogni Socio nelle forme idonee a mezzo posta elettronica. L’avviso scritto può anche essere consegnato a mano al Socio destinatario del medesimo.

Art. 16 L'assemblea generale dei Soci può essere convocata in via straordinaria dal Consiglio Direttivo o dal Presidente per motivi che esulano dall'ordinaria amministrazione, nei casi previsti dagli artt. 18 e 31, ed ogni qual volta il Collegio dei Garanti, il Collegio dei Sindaci Revisori o almeno un quinto dei Soci aventi diritto al voto ne faccia richiesta motivata indicando gli argomenti da trattare. L'assemblea deve aver luogo entro 30 giorni dalla data in cui viene richiesta, e delibera sugli argomenti che ne hanno richiesto la convocazione e, a seguire, su altri argomenti che intende sottoporle il Consiglio Direttivo che li inserisce all’ordine del giorno inviato con la convocazione. 8 La delibera di convocazione dell’assemblea deve essere assunta necessariamente nello stesso anno solare in cui deve svolgersi l’assemblea oggetto di convocazione. La delibera di convocazione non può essere approvata nel mese di gennaio di ciascun anno solare, al fine di consentire ai Soci il versamento della quota sociale, salvi comprovati e straordinari casi di urgenza, in presenza dei quali, nel corso del mese di gennaio, la delibera di convocazione deve essere approvata dal direttivo con il voto favorevole dei quattro quinti dei suoi componenti.

Art. 17 L'assemblea è regolarmente costituita in prima convocazione alla presenza della metà più uno dei Soci con diritto di voto e delibera a maggioranza assoluta dei voti di questi ultimi. In seconda convocazione, invece, l'assemblea è regolarmente costituita qualunque sia il numero dei Soci presenti e delibera a maggioranza assoluta dei voti sulle questioni poste all'ordine del giorno, salvo le eccezioni di cui all'art. 18. Alla seconda assemblea dei Soci consecutiva a cui risulti assente oltre la metà dei componenti del Consiglio Direttivo, qualora venga richiesto da uno dei Soci presenti è posta di diritto all’ordine del giorno la votazione della mozione di sfiducia del Consiglio Direttivo stesso. Non sono ammesse deleghe nelle assemblee e nelle elezioni.

Art. 18 Per deliberare sulle modifiche da apportare allo Statuto, proposte dal Consiglio Direttivo o da almeno un quinto dei Soci, è indispensabile la presenza in assemblea di almeno la metà dei Soci con diritto di voto, ed il voto favorevole di almeno tre quinti dei partecipanti. Per deliberare sulle modifiche da apportare al Regolamento, proposte dal Consiglio Direttivo o da almeno un quinto dei Soci, è sufficiente il voto favorevole della maggioranza dei partecipanti aventi diritto di voto in assemblea. Per delibere riguardanti lo scioglimento o la liquidazione del Circolo, valgono le norme di cui all'art. 31. 9

Art. 19 L'assemblea è presieduta da un Presidente e da un Segretario eletti in seno alla stessa. Le votazioni possono avvenire per alzata di mano o a scrutinio segreto, quando ne faccia richiesta un decimo dei Soci presenti con diritto di voto. Per l'elezione degli organi Sociali, la votazione avviene a scrutinio segreto, secondo le modalità previste dal Regolamento. Le deliberazioni assembleari e gli atti verbalizzati vengono resi disponibili all'interno della sede sociale durante i 15 giorni successivi alla loro formazione, e restano successivamente agli atti a disposizione dei Soci per la consultazione.

Art. 20 L'assemblea generale dei Soci, nei termini di cui all'ultimo comma dell'art. 6: - approva le linee generali del programma di attività; - approva il rendiconto annuale; - delibera sulla previsione e programmazione economica dell'anno sociale successivo; - elegge gli organi Sociali (consiglio direttivo, collegio dei sindaci revisori, Collegio dei Garanti) alla fine di mandato o in seguito alle dimissioni degli stessi, votando a scrutinio segreto secondo le modalità previste dal regolamento; - nel caso di cui sopra, discute la relazione del consiglio uscente e l'indirizzo programmatico del nuovo mandato; - delibera su tutte le questioni attinenti la gestione Sociale ed ogni altra questione che le venga sottoposta. GLI ORGANISMI DIRIGENTI art. 21 Il Consiglio direttivo viene eletto dall'assemblea dei Soci e dura in carica due anni. Deve comunque essere rinnovato in coincidenza con il congresso nazionale dell’ARCI. È composto da un minimo di cinque membri. Tutti i consiglieri sono rieleggibili. 10 Non è eleggibile il Socio che sia membro di un organismo dirigente di altri circoli affiliati ad una delle associazioni cui è affiliato il Circolo “RADIO AUT”. I Soci eletti nel consiglio direttivo del Circolo non possono candidarsi ad organismi dirigenti in altri circoli affiliati ad una delle associazioni cui è affiliato il Circolo “RADIO AUT”, pena la decadenza. Il regolamento stabilisce i requisiti minimi di candidabilità agli organismi dirigenti del Circolo nonché eventuali preclusioni.

Art. 22 Il Consiglio direttivo, nell'ambito delle proprie funzioni, può avvalersi, per compiti operativi o di consulenza, di commissioni di lavoro da esso nominate, nonché dell'attività volontaria di cittadini non Soci, in grado, per competenze specifiche, di contribuire alla realizzazione di specifici programmi, ovvero costituire, quando ritenuto indispensabile, specifici rapporti professionali, nei limiti delle previsioni economiche approvate dall'assemblea.

Art. 23 Il Consiglio direttivo elegge al suo interno: - il Presidente, che ha la rappresentanza legale del Circolo ed è il responsabile di ogni attività dello stesso; - il Vice-Presidente, che coadiuva il Presidente e, in caso di impedimento, ne assume le mansioni; - il Segretario: cura ogni aspetto amministrativo del Circolo, redige i verbali delle sedute del Consiglio e li firma con il Presidente, presiede il Consiglio in assenza del Presidente e del VicePresidente; - il Tesoriere: tiene la contabilità del Circolo, ne rendiconta le entrate e le spese ed effettua i pagamenti predisponendo le bozze dei documenti contabili da sottoporre al Direttivo che li approva prima di sottoporli all’approvazione dell’Assemblea dei Soci. Il Presidente non può ricoprire le cariche di Vice-Presidente, di Segretario o di Tesoriere. L’incarico di Vice-Presidente è incompatibile con l’incarico di Segretario e con quello di Tesoriere. Esclusivamente l’incarico di Tesoriere può essere cumulato con la carica di Segretario. 11 Il Consiglio può inoltre distribuire fra i suoi componenti altre funzioni attinenti a specifiche esigenze legate alle attività del Circolo. In caso di assenza del Presidente, del Vice-Presidente e del Segretario, il Consiglio Direttivo - purché validamente costituito - è presieduto dal consigliere con la maggiore anzianità di iscrizione al Circolo e, a parità di iscrizione, dal consigliere più anziano di età. Nessun Socio può far parte del Consiglio Direttivo per più di tre mandati completi consecutivi.

Art. 24 Compiti del Consiglio direttivo sono: - eseguire le delibere dell'assemblea; - formulare i programmi di attività Sociale sulla base delle linee approvate dall'assemblea; - predisporre il rendiconto annuale e una relazione di accompagnamento sottoponendoli preventivamente al Collegio dei Sindaci Revisori dei Conti; - predisporre tutti gli elementi utili all'assemblea per la previsione e programmazione economica dell'anno Sociale; - deliberare circa l'ammissione dei Soci; può delegare allo scopo uno o più consiglieri; - deliberare circa le azioni disciplinari nei confronti dei Soci; - approvare la stipulazione di tutti gli atti e i contratti inerenti le attività Sociali; - curare la gestione di tutti i beni mobili e immobili di proprietà del Circolo o ad esso affidati; - decidere le modalità di partecipazione del Circolo alle attività organizzate da altre Associazioni ed Enti, e viceversa, se compatibili con i principi ispiratori del presente statuto; - presentare all'assemblea, alla scadenza del proprio mandato, una relazione complessiva sull'attività inerente il medesimo.

Art. 25 Il Consiglio direttivo si riunisce quando ne facciano richiesta almeno tre consiglieri, o su convocazione del Presidente. 12 Le sedute sono valide quando vi intervenga la maggioranza dei consiglieri e le delibere sono approvate a maggioranza assoluta di voti dei presenti. Le votazioni normalmente sono palesi. Possono essere a scrutinio segreto quando ciò sia richiesto anche da un solo consigliere. La parità di voti comporta la reiezione della proposta, salvo che il Presidente non eserciti la facoltà del voto decisivo. Delle deliberazioni viene redatto verbale a cura del Segretario, che lo firma insieme al Presidente. Tale verbale è conservato agli atti ed è a disposizione dei Soci che richiedano di consultarlo.

Art. 26 I consiglieri sono tenuti a partecipare attivamente a tutte le riunioni, sia ordinarie sia straordinarie. Il consigliere che ingiustificatamente non si presenta a tre riunioni consecutive decade. A tal fine tra le riunioni si considerano sia le sedute del Consiglio Direttivo, sia le Assemblee dei Soci. Decade comunque il consigliere dopo cinque mesi di assenza dai lavori del Consiglio. Ove si dimettano contestualmente più della metà dei componenti del consiglio, questo decade. Ove siano rimasti in carica - per qualsiasi motivo - solo 4 componenti del consiglio, questo decade. La decadenza del consiglio può essere altresì deliberata dal consiglio stesso a maggioranza assoluta dei suoi componenti. Il Consiglio può deliberare la cooptazione al proprio interno di Soci non eletti, nel rispetto dei seguenti limiti:  il numero complessivo dei consiglieri non può superare quello stabilito dal regolamento del Circolo;  la cooptazione non può comportare l’aumento di oltre un quarto dei componenti eletti dall’assemblea (ad esempio, se i consiglieri eletti sono 12, è possibile cooptarne al massimo 3 in aggiunta, sempre che il numero di 15 non sia superiore al numero di consiglieri fissato dal regolamento del Circolo);  la cooptazione dei Soci in sostituzione di consiglieri dimissionari o decaduti deve rispettare il sistema elettorale previsto dal regolamento e non può comportare la sostituzione di oltre un 13 terzo dei componenti originariamente eletti dall’assemblea (ad esempio, se i consiglieri eletti sono 12, è possibile sostituirne per cooptazione al massimo 4);  alla prima assemblea successiva alle cooptazioni - sia in aggiunta sia in sostituzione - il Consiglio Direttivo presenta ai Soci i Consiglieri cooptati e in assemblea può essere richiesto di sottoporre a votazione la ratifica delle cooptazioni;  le possibilità di cooptazione in aumento ed in sostituzione, come sopra disciplinate, sono tra esse cumulabili, fermo restando il principio per cui almeno la metà del consiglio direttivo originariamente eletto dall’assemblea deve restare in carica (ad esempio, se i consiglieri eletti sono 12, almeno 6 devono restare in carica fino alla fine del mandato, indipendentemente dal numero e dal motivo delle cooptazioni). La carica di Presidente non può essere attribuita a un Consigliere cooptato. La carica di Vicepresidente o Tesoriere non possono essere entrambe attribuite a Consiglieri cooptati. Il mancato rispetto delle soglie sopra fissate, può essere segnalato in qualsiasi momento al Collegio dei Garanti i quali, verificatane la fondatezza, assegnano un termine pari a 30 giorni per provvedere, ove sia possibile, a sanare la violazione statutaria. Qualora entro il predetto termine il Consiglio non provveda (mediante dimissione dei consiglieri in sovrannumero) oppure non sia possibile provvedere, il Consiglio direttivo decade. Il Consiglio decaduto o dimissionario è tenuto a convocare l'assemblea, indicendo nuove elezioni entro trenta giorni.

Art. 27 Il Collegio dei Garanti è composto da tre membri effettivi, o comunque da un numero dispari di componenti diversi da uno. Contestualmente all'elezione del Collegio, viene eletto un membro supplente, che subentra in caso di decadenza di uno dei membri effettivi che può avvenire per dimissioni, impedimento permanente, morte o perdita della qualità di Socio. Qualora intervenga più di una decadenza in seno al Collegio dei Garanti, oppure in caso di decadenza di un membro effettivo e mancanza, per qualsiasi motivo, del membro supplente, i due garanti rimasti in carica 14 procedono alla cooptazione del terzo membro. Qualora invece sia rimasto in carica un solo garante, si procede a nuova elezione di due membri effettivi e di un supplente da parte dell'assemblea. I membri subentrati, cooptati o eletti in corso di mandato decadono contestualmente a quelli eletti inizialmente. Il Collegio dei Garanti viene chiamato a giudicare su eventuali divergenze o questioni nate all'interno del Circolo, sulle violazioni dello Statuto e del Regolamento e sull'inosservanza delle delibere. Può deliberare in ordine all'espulsione dei Soci, ai sensi dell'art. 9. Il Collegio decide a maggioranza assoluta dei suoi membri, riunendosi ogni qual volta le condizioni lo rendano necessario.

Art. 28 Il Collegio dei sindaci revisori è composto da tre membri effettivi, o comunque da un numero dispari di componenti diversi da uno. Contestualmente all'elezione del Collegio, viene eletto un membro supplente, che subentra in caso di decadenza di uno dei membri effettivi che può avvenire per dimissioni, impedimento permanente, morte o perdita della qualità di Socio. Qualora intervenga più di una decadenza in seno al Collegio dei sindaci revisori, oppure in caso di decadenza di un membro effettivo e mancanza, per qualsiasi motivo, del membro supplente, i due sindaci revisori rimasti in carica procedono alla cooptazione del terzo membro. Qualora invece sia rimasto in carica un solo sindaco revisore, si procede a nuova elezione di due membri effettivi e di un supplente da parte dell'assemblea. I membri subentrati, cooptati o eletti in corso di mandato decadono contestualmente a quelli eletti inizialmente. Il Collegio dei sindaci revisori ha il compito di controllare tutta l'attività amministrativa e finanziaria del Circolo, nonché di verificare l'attuazione delle delibere del consiglio direttivo. Esprime un parere preventivo sul progetto di rendiconto predisposto dal Consiglio Direttivo. Relaziona al Consiglio Direttivo e all'Assemblea. 15 Si riunisce ordinariamente almeno tre volte l'anno (ogni quattro mesi) e, straordinariamente, ogni qualvolta ne faccia richiesta motivata uno dei suoi membri o il Consiglio direttivo.

Art. 29 I Sindaci revisori ed i membri del Collegio dei Garanti hanno diritto di assistere alle sedute del Consiglio direttivo, con voto consultivo.

Art. 30 Le cariche di Consigliere, Sindaco revisore e membro del Collegio dei Garanti sono incompatibili fra di loro. SCIOGLIMENTO DEL CIRCOLO

Art. 31 La decisione motivata di sciogliere il Circolo deve essere assunta, in un'assemblea valida, alla presenza della maggioranza assoluta dei Soci aventi diritto al voto, con il voto favorevole di almeno i quattro quinti dei Soci presenti. Ove non sia possibile raggiungere tale maggioranza nel corso di tre successive convocazioni assembleari adeguatamente pubblicizzate, ricorrenti a distanza di almeno 20 giorni, lo scioglimento potrà comunque essere deliberato. L'assemblea stessa decide sulla devoluzione del patrimonio residuo, dedotte le eventuali passività, per uno o più scopi stabiliti dal presente Statuto e, comunque, per scopi di utilità generale, in conformità con quanto previsto all'art. 148, comma 8, lett. b), del D.P.R. n. 917/86, procedendo alla nomina di uno o più liquidatori, scegliendoli preferibilmente tra i Soci e, in particolari, tra i revisori dei conti. DISPOSIZIONI FINALI

Art. 32 Per quanto non previsto dallo Statuto o dal Regolamento interno, si applicano i principi contenuti negli Statuti provinciale, regionale e nazionale dell’ARCI. In mancanza, decide l'assemblea, ai sensi del Codice Civile e delle leggi vigenti.

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